La Capodarco dell’Umbria è una realtà che si propone di promuovere la persona, ogni persona, tutta la persona e in particolare gli emarginati.

Per questo si fa portatrice di una cultura diversa da quella dominante, che è la cultura della efficienza, del successo, dell’immagine, dell’effimero, dell’esclusione di chi non regge il passo, del piacere, del denaro, del potere, noi vorremmo lavorare ad una cultura dell’inclusione, della partecipazione, della persona, della pace, e vorremmo incarnarla nelle scelte quotidiane che ognuno viene sollecitato a compiere in Comunità.

Per questo il nostro primo nome è stato Centro Lavoro Cultura: volevamo che tutto quello che tentavamo di realizzare per e soprattutto con gli emarginati, sul piano della vita quotidiana, dell’inserimento lavorativo e dei servizi alla persona, diventasse patrimonio culturale di tutti.

Vivono e operano all’interno delle comunità come la nostra centinaia di persone, disabili e non, o portatrici di altre forme di disagio. L’autogestione è totale, tutte le cariche sono elettive. La gente che vive in comunità non si è scelta, non aveva nessun ideale comune in base al quale scegliersi.

Tutti sono moralmente impegnati a trasformare il bisogno dal quale provengono in quotidiana solidarietà interpersonale, sul piano civile, sul piano etico, sul piano religioso.