Corriere dell’Umbria
È online la seconda uscita della rubrica “Non è un Paese per Terzi. Resistere come umani”, pubblicata su Corriere dell’Umbria, uno spazio di narrazione promosso dalla Comunità di Capodarco dell’Umbria per raccontare il lavoro di cura come esperienza umana, relazionale e collettiva.
In questa nuova uscita, la rubrica si arricchisce di due contributi profondi e complementari, che mettono al centro la fragilità, l’ascolto e il valore delle relazioni quotidiane.
Nel primo articolo, Dorotea Gillono, educatrice e coordinatrice della sede di Perugia, accompagna il lettore dentro la storia di C., un uomo che lentamente ricomincia a desiderare. Tra stanze, diari e piccoli rituali condivisi, emerge un racconto delicato sul significato del prendersi cura: non “aggiustare”, ma incontrare. Un testo che parla di speranza, autonomia e della forza silenziosa dei desideri semplici.
Il secondo contributo, firmato da Lucia Maracaglia, assistente sociale della Comunità, riflette sul senso profondo del lavoro sociale come presenza, prima ancora che come intervento. Un racconto che restituisce dignità a una professione fatta di ascolto, prossimità e responsabilità, dove l’aiuto prende forma nella relazione e nel tempo condiviso.
Due sguardi diversi, un’unica visione: la cura come atto umano e politico, capace di restituire senso, continuità e possibilità alle persone e alle comunità.
La rubrica Non è un Paese per Terzi prosegue così il suo percorso, dando voce a chi ogni giorno resiste come umano, dentro e fuori i servizi, trasformando la fragilità in legame e futuro.